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Fotoware lancia Content Authenticity per garantire il supporto completo della normativa C2PA nel sistema DAM

Un nuovo strumento consente alle istituzioni di registrare e fornire prove della provenienza di un’immagine o di un video, dalla acquisizione alla pubblicazione

Fotoware: Close-up of intricately designed vases with digital image metadata displayed beside them.

La funzione "Content Authenticity" di Fotoware mantiene la catena di provenienza

Fotoware, un’azienda norvegese di software che fornisce soluzioni di gestione delle risorse digitali (DAM) ad organizzazioni di tutto il mondo, ha annunciato il lancio di Content Authenticity, una nuova funzionalità che offre alle organizzazioni un supporto completo end-to-end per lo standard C2PA all’interno delle loro piattaforme DAM.

Grazie a Content Authenticity, le istituzioni possono registrare e fornire prove crittografiche della provenienza di un'immagine o di un video, dalla ripresa alla pubblicazione.


Le istituzioni che si occupano di beni culturali lavorano con beni materiali: opere d’arte vere e proprie, oggetti, reperti storici e le storie ad essi associate.

L'affidabilità di una collezione si basa sul presupposto che ciò che il pubblico vede corrisponda effettivamente a ciò che l'istituzione possiede. Che si tratti di dipinti digitalizzati o di documenti relativi al restauro, ogni file garantisce implicitamente l'accuratezza, su cui visitatori, ricercatori, altre istituzioni e i media devono poter fare affidamento.

L'affermazione richiede ora prove a sostegno. Quando è possibile generare in pochi secondi un'immagine realistica di un oggetto, basarsi esclusivamente su una didascalia e sul logo di un'istituzione non è sufficiente come prova.

Ciò che rimane attendibile è una documentazione verificabile del file stesso: i dettagli relativi al dispositivo o allo scanner utilizzato, eventuali modifiche apportate, il responsabile e l’eventuale coinvolgimento di un modello di intelligenza artificiale in qualsiasi fase del processo.

Il ruolo di Content Authenticity nel DAM

L'autenticità dei contenuti consiste nel verificare l'origine e la storia di una risorsa digitale, come una foto o un video. In Fotoware, questa funzionalità consente al sistema di acquisire e conservare i dati di provenienza sin dal momento dell'acquisizione e per l'intero ciclo di vita della risorsa, indipendentemente dal fatto che questa provenga da uno studio di digitalizzazione, da un fotografo incaricato, da un donatore o da un'organizzazione partner.

Oltre a supportare lo standard C2PA e a garantire la conservazione dei dati, la nuova funzionalità di Fotoware consente agli utenti di esaminare in dettaglio le credenziali dei contenuti e di visualizzare la cronologia completa e verificabile di ogni risorsa.

Le funzionalità integrate di ricerca e filtro consentono inoltre di escludere facilmente i file con credenziali non valide, quelli modificati dall'intelligenza artificiale, quelli che non provengono da una fotocamera reale e altro ancora.

"L'obiettivo è che la provenienza smetta di essere una caratteristica a cui bisogna pensare attivamente. Dovrebbe essere gestita di default, in modo che la conformità avvenga perché l'autenticità è gestita dal sistema e non perché qualcuno si è ricordato di controllarla", afferma Janniche Moe, Chief Product Officer di Fotoware.

"Content Authenticity è il primo passo in questa direzione, e non sarà l'ultimo."

C2PA associa ai file un record firmato crittograficamente, aggiungendo passaggi firmati ogni volta che viene eseguita un'operazione di acquisizione, modifica, ritaglio o esportazione. In questo modo si crea una cronologia verificabile, che rende tracciabile la provenienza digitale.

Tuttavia, tutti i sistemi coinvolti nel flusso di lavoro devono supportare lo standard. Se un sistema qualsiasi elimina o ignora le credenziali, la catena si interrompe e diventa impossibile distinguere una riproduzione fedele da una modificata. Il file potrebbe essere autentico, ma non è più in grado di dimostrarlo.

"Nei prossimi anni, prevediamo che il tracciamento della provenienza assumerà un'importanza sempre maggiore", afferma Radmila Stoltz, direttore commerciale di Fotoware.

"A un certo punto, ogni titolare di contenuti si aspetterà che i sistemi che utilizza mantengano intatta la catena di provenienza. Abbiamo realizzato questa soluzione proprio ora, in modo che le organizzazioni possano adottare tali misure immediatamente, invece di aspettare di essere le ultime ad adeguarsi."

Tale documentazione deve essere creata e aggiornata regolarmente, non redatta a posteriori quando sorgono dubbi. Le normative, come la legge dell’UE sull’intelligenza artificiale (AI Act), richiedono ormai la segnalazione dei contenuti generati o modificati dall’intelligenza artificiale. Per le istituzioni che fanno affidamento su pubblicazioni accurate, la documentazione della provenienza è essenziale e i sistemi devono supportare questo processo.

Cosa rende diversa l'autenticità dei contenuti in Fotoware

La funzionalità "Content Authenticity" di Fotoware, nota anche come supporto C2PA "glass-to-glass", mantiene la catena di provenienza dal momento dello scatto con una fotocamera conforme allo standard C2PA fino alla visualizzazione su canali digitali, collezioni, contratti di prestito o schermi espositivi. In qualità di hub delle risorse digitali, il DAM deve garantire che tutte le operazioni siano conformi allo standard per proteggere i dati di provenienza.

Digital asset management interface displaying a 3D artifact image and metadata. Content Authenticity consente agli utenti di verificare l'origine e la cronologia di una risorsa digitale, come una foto o un video

Grazie alla funzione “Content Authenticity”, ogni modifica, ritaglio o cambiamento dei metadati viene registrato nella cronologia del file ed è consultabile tramite gli strumenti di ispezione. Le modifiche apportate da sistemi di terze parti vengono firmate e tracciate, garantendo una catena di provenienza completa.

La prova di autenticità accompagna la risorsa anche quando questa esce dal DAM per essere pubblicata, inviata a partner o aggregatori.

"L'abbiamo realizzato insieme alle persone che lo useranno, proprio come abbiamo sempre fatto. Parlando con veri creatori di contenuti, abbiamo constatato in prima persona dove la tracciabilità fallisce e dove la conformità può compromettere la velocità. Gran parte di ciò che offriamo oggi deriva dall'osservazione di flussi di lavoro reali", aggiunge Moe.

A prima vista, il supporto al C2PA potrebbe limitarsi alla conservazione dei dati di provenienza. Se questa fosse l'unica funzione, le istituzioni dovrebbero ricorrere a strumenti di verifica esterni per verificare la provenienza. Tuttavia, in Fotoware, la funzione "Content Authenticity" consente agli utenti di eseguire controlli dettagliati sulla provenienza direttamente all'interno del sistema.

Ad esempio, quando un'immagine è il risultato della combinazione di tre immagini diverse, lo strumento di ispezione integrato mostra ciascuna immagine di origine insieme ai relativi dati di provenienza. Ciò è particolarmente importante nel campo dei beni culturali, dove le composizioni, i restauri e le riproduzioni migliorate sono pratiche comuni e legittime.

L'obiettivo non è quello di suggerire che l'intelligenza artificiale non sia mai stata utilizzata, ma di descrivere con precisione ciò che è stato fatto. Il sistema non solo indica se è stata impiegata l'intelligenza artificiale, ma spiega anche in che modo e in che misura è stata utilizzata.

L'integrazione di uno strumento di verifica nel sistema offre vantaggi alle istituzioni che puntano su flussi di lavoro efficienti e su solidi controlli interni. Consente a tutti gli utenti, dal personale addetto alla digitalizzazione ai curatori e agli addetti alla comunicazione, di verificare facilmente la provenienza, senza passaggi aggiuntivi. Questo processo fluido garantisce rapidità e riduce il rischio di errori umani o sviste.

"Abbiamo reso la verifica dei contenuti uno strumento accessibile a tutti i membri dell'organizzazione, non più un compito riservato agli specialisti", afferma Stoltz.

"Se un responsabile della comunicazione può verificare a colpo d'occhio se l'intelligenza artificiale è stata utilizzata prima che un'immagine venga anche solo presa in considerazione per la pubblicazione, questo elimina un rischio per l'azienda. Questa funzionalità è il risultato di una stretta collaborazione con Canon e Reuters, volta a risolvere le sfide della vita reale."

Fotoware considera IPTC, XMP e C2PA i veri standard del settore e supporta tutti i relativi metadati. Sebbene siano altamente personalizzabili, il rispetto degli standard di dati consolidati è fondamentale affinché i sistemi DAM possano offrire un valore duraturo e garantire la leggibilità dei dati delle collezioni nel lungo periodo.

Fotoware, forte di una vasta esperienza nella collaborazione con archivi, musei e grandi istituzioni, sostiene e valorizza gli standard definiti dal settore. In combinazione con la consegna tramite SFTP, il rispetto di tali standard garantisce che la prova di conformità accompagni la risorsa per tutto il suo ciclo di vita.

"Il file è leggibile da qualsiasi strumento conforme allo standard C2PA, poiché segue lo standard aperto anziché un formato di nostra creazione. La prova dei nostri clienti appartiene a loro, non a noi", afferma Moe.

Fotoware è un'azienda norvegese specializzata in software con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle piattaforme di gestione delle risorse digitali (DAM) e delle operazioni relative ai contenuti. Sviluppa soluzioni in collaborazione con i clienti, affrontando le loro problematiche specifiche anziché seguire un percorso prestabilito.

Oltre 850 organizzazioni, tra cui musei, archivi, forze dell'ordine, forze armate, media, settore dell'intrattenimento e grandi aziende, si affidano a Fotoware per garantire flussi di lavoro efficienti e una conformità affidabile dei contenuti. Con sede a Oslo, Fotoware vanta una forte presenza in Europa e una rete globale di clienti e partner.

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